Il retrò che diventa moderno.

Sembra proprio sia diventato il trend del momento, in un’epoca dove il progresso tecnologico mette nostalgia sul passato e, proprio grazie a questo, rende possibile rispolverare alcune sue confortevoli e funzionali idee, pronte a coniugare la loro accezione vintage ad una rivisitazione contemporanea, volta alla sostenibilità e all’utilizzo delle scoperte più recenti in campo tech.

È quello che sta avvenendo anche nel settore dei motori, dove “risorgono” dalle loro ceneri automobili uscite fuori produzione tanti anni fa per solleticare la curiosità (e colpire al cuore) tutti gli estimatori, senza rinunciare ai benefici della Quarta Rivoluzione Industriale in atto proprio sotto i nostri occhi; ed è proprio in linea con questo “sentimento” generale che, a Napoli, addirittura si sta lavorando alla costruzione di una nuova linea destinata ai filobus, che porterà dal centro ai Colli Aminei e alla Zona Ospedaliera, attraversando la città in pendenza grazie all’impiego della tecnologia Imc (In Motion Charging) che garantisce una maggiore sostenibilità rispetto ai motogeneratori attraverso il funzionamento a “pacchi batteria” di 28 moduli al titanato di litio. Questo tipo di soluzione, tra l’altro, consente anche una marcia autonoma (senza rete aerea) fino a 10 km, senza perdita di prestazioni, e un funzionamento pari ad un gruppo statico di emergenza che subentra ad erogare energia in caso di necessità.

In questo panorama dove i tempi si mescolano e si influenzano, recentemente uno dei veicoli storici della Anm di Napoli è apparso per le strade della città; un’ispirazione proveniente da un’iniziativa simile partita dal capoluogo lombardo.

Un filobus a spasso per le strade moderne

A guardare le foto fa decisamente una certa impressione vedere un vecchio filobus – lucidato a nuovo – immerso in un contesto cittadino moderno ed ultra tecnologico.

Eppure è stata un’immagine così poetica da essere stata immortalata nelle fotografie e nelle stories di tantissimi passanti: l’8 Dicembre 2018, infatti, un Aerfer FI711/2 con gruppi meccanici Alfa Romeo 1000 ed apparecchiature elettriche Ocren del 1961 ha circolato per le strade partenopee, sulla scia di quanto era già accaduto a Milano, durante il BookCity di Novembre, dove le vie erano state invase da un vecchio Viberti del ’58.

In un attimo ci si è ricordati dell’importanza che hanno rivestito questi mezzi durante il secolo scorso, quando erano capaci di accompagnare cittadini, lavoratori e massaie durante i loro spostamenti quotidiani; anche negli anni ’80 questo tipo di soluzione esisteva ancora, anche se era perlopiù relegata ai collegamenti extraurbani. Negli anni ’90, ancora, la soluzione “elettrica” dei filobus incontrò le pressanti esigenze di risparmio elettrico ma si può certamente dire che la generazione Z non abbia avuto alcun contatto con questo tipo di mezzo pubblico.

Almeno fino ad ora!